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Quali sono le nuove classi energetiche per le case?

EcoFlow

Il panorama europeo dell’efficienza residenziale sta cambiando rapidamente e, se vivi in Italia, probabilmente hai già sentito parlare delle tendenze legate alle cosiddette “Green Homes” a livello europeo. In sostanza, il livello “green” di un immobile viene sempre più collegato alla sua classificazione energetica. Capire come funzionano le nuove classi energetiche non è più una questione da addetti ai lavori: oggi è una conoscenza pratica indispensabile per chi vuole tutelare il valore della propria casa.

Quali sono gli aggiornamenti nelle nuove classi energetiche?

Il passaggio dal vecchio sistema alle nuove regole europee non si limita a un semplice cambio di etichette. Si tratta di una trasformazione profonda nel modo in cui viene valutato l’impatto ambientale di un edificio e il suo reale modello di consumo energetico.

Cambiamenti nella scala di classificazione (da A4–G a A–G)

In passato, il sistema italiano prevedeva una scala che partiva dalla G e saliva attraverso F, E, D, C, B, A1, A2, A3 fino alla A4. Il nuovo quadro normativo, invece, punta a una scala europea armonizzata, più semplice e leggibile, che va dalla A alla G. Questo nuovo approccio, più semplice sulla carta, non permette però una conversione automatica tra vecchie e nuove classi: i criteri di valutazione vengono completamente ripensati.

La classe “A” identifica edifici a emissioni zero, mentre la “G” tende a includere la fascia di edifici con le prestazioni peggiori, generalmente collocata intorno al 15% del patrimonio edilizio. Le classi dalla B alla F si collocano tra questi estremi, creando un percorso graduale di miglioramento.

Il peso della quota di energia rinnovabile

In passato il giudizio su una casa si basava quasi esclusivamente su quanta energia non rinnovabile consumava. Oggi lo sguardo è diventato più ampio e, in un certo senso, anche più concreto: non conta solo quanta energia usi, ma soprattutto da dove arriva. Il nuovo sistema di classificazione premia infatti le abitazioni che sfruttano una quota significativa di fonti rinnovabili.

Così può succedere che una casa con consumi contenuti, ma alimentata interamente da una rete elettrica con un’elevata componente fossile, venga valutata peggio rispetto a un’abitazione che produce parte della propria energia con il fotovoltaico. Integrare un’EcoFlow Batteria domestica consente di immagazzinare l’energia rinnovabile prodotta e sfruttarla quando serve, migliorando la valutazione energetica complessiva.

Valutazione delle emissioni di CO₂

Le etichette energetiche stanno diventando strumenti che riflettono sempre di più l’impatto climatico reale degli edifici. In passato, una caldaia a gas molto efficiente poteva ottenere ottimi risultati perché consumava meno combustibile. Con i nuovi criteri, orientati alla decarbonizzazione, il peso delle emissioni effettive di CO₂ del sistema di riscaldamento incide in modo decisivo sulla classe finale.

Smart Readiness Indicator (SRI) in fase pilota

Allo stesso tempo, in Italia si sta sperimentando lo Smart Readiness Indicator, un indicatore pensato per capire quanto un edificio sia davvero “intelligente”: quanto riesce a gestire i consumi in modo efficiente, a dialogare con la rete elettrica e a migliorare il comfort quotidiano grazie all’automazione. Anche se oggi non è ancora obbligatorio in tutti gli APE (Attestato di Prestazione Energetica), è un segnale chiaro di dove sta andando il mercato: case sempre più consapevoli, flessibili e orientate a un uso dell’energia più intelligente.

Perché le nuove classi energetiche sono importanti per i proprietari?

Sottovalutare questi cambiamenti può rivelarsi un errore costoso. In un mercato sempre più orientato alla sostenibilità, l’etichetta energetica di una casa conta quanto la metratura o la posizione.

Trasparenza e accuratezza delle valutazioni

Il nuovo sistema nasce per eliminare le zone grigie che in passato permettevano a edifici mediocri di ottenere punteggi elevati. Per chi compra o vende, questo significa avere una classificazione molto più fedele ai costi reali di gestione dell’immobile. In questo modo si evitano brutte sorprese in bolletta dopo il trasferimento.

Valore di mercato e accesso ai finanziamenti green

Le classi energetiche incidono direttamente sul portafoglio. Le abitazioni con valutazioni elevate mantengono meglio il loro valore, mentre quelle in classe G subiscono spesso quello che viene definito “brown discount”, cioè una riduzione del prezzo legata ai futuri interventi di riqualificazione. È anche per questo che molti si chiedono: conviene comprare casa classe energetica g?La risposta dipende soprattutto da due fattori concreti, il prezzo di acquisto rispetto al mercato e il piano di lavori necessario per portare l’immobile a una classe più competitiva. Inoltre, molte banche italiane privilegiano immobili efficienti, offrendo mutui verdi con tassi più vantaggiosi, e il concetto di Green Homes diventa così un elemento sempre più concreto nelle decisioni finanziarie.

Cambiamenti negli incentivi e nelle agevolazioni

Le nuove classi energetiche indicano un’evoluzione degli incentivi verso risultati misurabili. Con l’aumento dell’importanza delle rinnovabili, i bonus statali favoriscono sempre più sistemi integrati come fotovoltaico e accumulo. Adeguare la propria abitazione a questi standard significa poter accedere al massimo delle detrazioni disponibili per interventi davvero orientati al futuro.

EcoFlow PowerOcean Batteria Solare per Uso Domestico

Come adeguare la casa ai nuovi standard

Portare una villa o un appartamento meno recente in linea con le nuove regole richiede un approccio integrato. L’obiettivo è creare un sistema coerente, in cui ogni componente lavori in sinergia. Questa visione aiuta a realizzare un vero ecosistema di energia domestica, dove ogni intervento contribuisce all’efficienza complessiva.

Migliorare isolamento e infissi

Il punto di partenza è quasi sempre lo stesso: fermare le dispersioni inutili. I cosiddetti ponti termici sono quelle “zone deboli” della casa da cui il caldo d’inverno (e il fresco d’estate) se ne va senza chiedere permesso, incidendo direttamente sui consumi e sul comfort abitativo. Cambiare vecchi infissi con finestre moderne in PVC o in alluminio a taglio termico fa una differenza che si sente subito, sia nel comfort che in bolletta. Anche il cappotto termico esterno resta una delle soluzioni più efficaci in assoluto, perché avvolge l’edificio come una protezione continua, riducendo drasticamente le perdite.

Aggiornare gli impianti di riscaldamento e raffrescamento

Un altro passaggio chiave è ridurre, poco alla volta, la dipendenza dai combustibili fossili. Oggi in Italia le pompe di calore elettriche ad alta efficienza, così come i sistemi ibridi, sono diventate una scelta sempre più comune. Non solo consumano meno energia complessiva, ma permettono anche di limitare l’uso del gas, rendendo la casa più efficiente e pronta per il futuro.

Adottare soluzioni solari e sistemi di accumulo

Le regole stanno cambiando: non basta più consumare meno energia, conta sempre di più da dove arriva. È per questo che il fotovoltaico è diventato una scelta naturale per molti proprietari di casa. È una fonte pulita, sostenibile e capace di incidere in modo concreto sulla classe energetica dell’abitazione, oltre a portare un risparmio reale sulla bolletta mese dopo mese.

Per sfruttare davvero tutto il potenziale del solare, affiancare una batteria di accumulo domestica come EcoFlow PowerOcean può fare davvero la differenza. L’energia prodotta in eccesso durante il giorno non va persa, ma viene conservata e utilizzata la sera o quando il tempo è meno favorevole. In questo modo cresce l’autoconsumo, si dipende meno dalla rete elettrica e migliorano le prestazioni complessive della casa, soprattutto in termini di autoconsumo e continuità energetica, in linea con i criteri energetici attuali.

Utilizzare sistemi intelligenti di monitoraggio e gestione

Con l’evoluzione delle normative energetiche verso abitazioni sempre più efficienti e connesse, il controllo digitale dei consumi sta assumendo un ruolo centrale. Soluzioni come EcoFlow PowerInsight 2 permettono di monitorare i consumi in tempo reale e capire dove e quando si consuma di più, facilitando l’equilibrio dei carichi e l’analisi delle abitudini di consumo. Una gestione più consapevole aiuta a ridurre gli sprechi, migliorare l’efficienza e valorizzare ogni chilowattora utilizzato.

EcoFlow PowerInsight 2 Sistema di Monitoraggio dell'Energia Domestica

Cosa fare per ottenere la certificazione dopo gli interventi

Una volta conclusi i lavori di riqualificazione, è necessario dimostrare che gli interventi sono stati eseguiti correttamente per poter beneficiare degli aspetti fiscali e normativi previsti.

Contattare un tecnico certificato

In Italia solo un certificatore energetico abilitato può rilasciare un APE valido. Il tecnico effettuerà un sopralluogo per verificare isolamento, impianti e presenza di fonti rinnovabili. È fondamentale accertarsi che sia iscritto al registro regionale di competenza.

Preparare documentazione e prove tecniche

Tutte le fatture e le schede tecniche devono essere conservate con cura. Il certificatore avrà bisogno dei dati degli infissi, delle certificazioni degli impianti e delle fotografie del fotovoltaico installato. Una documentazione completa rende il processo più rapido e preciso.

Certificazione e richiesta delle detrazioni fiscali

Dopo l’emissione dell’APE, il documento va caricato sul portale regionale. In caso di richiesta di agevolazioni come l’Ecobonus, commercialista o CAF utilizzeranno l’APE per dimostrare il miglioramento della classe energetica. Il beneficio fiscale è garantito solo dopo la corretta conclusione e verifica della procedura.

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Conclusione

L’arrivo delle nuove classi energetiche non è soltanto una novità normativa: è un cambiamento che riguarda da vicino il modo in cui viviamo la casa ogni giorno. È normale sentirsi un po’ spaesati all’inizio, tra nuove sigle e criteri da capire, ma il senso di fondo è molto concreto. Si parla di abitazioni più confortevoli, bollette più leggere e di un valore dell’immobile che resta solido nel tempo. Ridurre gli sprechi, sfruttare meglio le fonti rinnovabili e adottare strumenti come i sistemi di accumulo o il monitoraggio intelligente significa fare scelte pratiche, che si sentono nella vita quotidiana. Alla fine, il risultato è una casa che consuma meno, si vive meglio e guarda al futuro senza rinunce.

Domande Frequenti

1. Quanto incidono gli infissi sulla valutazione di efficienza energetica?

Assolutamente sì. Finestre e telai sono spesso tra i principali responsabili delle dispersioni di calore e possono arrivare a incidere per circa il 20% delle perdite complessive di un’abitazione. Cambiarli con infissi moderni a doppio o triplo vetro vuol dire dire addio a spifferi e stanze fredde, migliorare il comfort e abbassare i consumi, con effetti immediati anche sul posizionamento energetico complessivo dell’abitazione.

2. È possibile vendere un immobile senza una certificazione energetica?

No. In Italia l’Attestato di Prestazione Energetica è obbligatorio sia per vendere sia per affittare un immobile. Non averlo in regola può portare a sanzioni piuttosto pesanti, che coinvolgono sia il proprietario sia il notaio.

3. Conviene acquistare una casa in classe energetica G?

Nella maggior parte dei casi è una scelta da valutare con attenzione, o almeno va valutato con grande attenzione. Le case in classe G hanno costi di gestione molto alti e spesso richiedono lavori importanti per adeguarsi agli standard futuri. Anche se il prezzo iniziale sembra interessante, le spese successive rischiano di superare di gran lunga il risparmio.

4. Qual è la classe energetica che consuma meno energia?

La classe A è quella più efficiente e con i consumi più bassi. Nel sistema europeo attuale, queste abitazioni rientrano tra gli edifici a emissioni zero (ZEB), cioè abitazioni con consumi molto ridotti: usano pochissima energia e quella necessaria proviene in gran parte da fonti rinnovabili.

5. Cosa succede se una casa non viene riqualificata entro il 2030?

Le indicazioni europee parlano di raggiungere almeno la classe E entro il 2030 e la classe D entro il 2033. In Italia non ci sono ancora obblighi immediati, ma la direzione è chiara. Con il tempo, le abitazioni meno efficienti potrebbero diventare sempre più difficili da affittare o vendere, soprattutto considerando l’evoluzione delle nuove classi energetiche.

Gestione Energetica Domestica