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Consumo pompa di calore: cosa devi sapere

EcoFlow

Se appena arriva il freddo ti capita di aprire la bolletta elettrica e pensare “ma è possibile che sia già così alta?”, sappi che non sei un caso isolato. Succede a tantissime famiglie in Italia. La pompa di calore, che per mesi è rimasta quasi in sottofondo, in inverno inizia a lavorare sul serio: resta accesa più ore, entra in funzione anche di notte e, piano piano, i consumi si fanno sentire. È normale farsi delle domande. Capire il consumo pompa di calore però non vuol dire solo fare due conti a fine mese. Vuol dire capire cosa sta succedendo davvero in casa tua, perché l’impianto consuma di più quando fa freddo e, soprattutto, come evitare sprechi senza dover girare per casa con il maglione addosso. In questa guida parliamo in modo semplice e concreto di come funziona il consumo, da cosa dipende nella vita reale e quali accorgimenti aiutano davvero a non far esplodere la bolletta.

Come si misura e si valuta il consumo pompa di calore

Una pompa di calore non è un oggetto “statico”. Non consuma sempre allo stesso modo, non va a ritmo fisso. Ci sono giorni in cui lavora in modo regolare e altri in cui deve spingere di più, magari perché fuori fa molto freddo o perché la casa disperde calore più velocemente. Proprio per questo, se vuoi capire davvero come incidono i consumi sui pompa di calore costi, non basta guardare un numero stampato su una scheda tecnica. Quel numero dice poco della realtà quotidiana.

Servono invece parametri che tengano conto delle stagioni, delle temperature esterne e di come l’impianto si comporta nel tempo, soprattutto nei mesi invernali, quando i costi di gestione diventano più evidenti.

Potenza nominale e consumo reale di energia

Qui nasce uno degli equivoci più frequenti. Molti pensano che la potenza nominale indicata dal produttore sia la stessa che poi si ritrovano a pagare in bolletta. In realtà non è così. Quel valore indica quanto calore la pompa di calore può fornire alla casa, non quanta elettricità viene effettivamente prelevata dalla rete. La differenza è enorme. A differenza di una stufa elettrica, la pompa di calore non crea calore dal nulla: lo prende dall’esterno e lo porta dentro. È proprio questo meccanismo che rende la pompa di calore molto più efficiente.

Per capire quanto consuma davvero entra in gioco il famoso COP (Coefficient of Performance). Detto in modo semplice: il COP dice quanta resa ottieni per ogni kWh che paghi. Un COP di 4 significa che con 1 kWh di corrente la pompa di calore riesce a portare in casa 4 kWh di calore. Non è magia, è fisica. Il calcolo è piuttosto diretto:

Assorbimento elettrico reale (kW) = Potenza termica (kW) / COP

Facciamola ancora più concreta. Se il tuo impianto sta fornendo 10 kW di calore e in quel momento lavora con un COP di 4, il consumo elettrico reale è di circa 2,5 kW. È qui che molti restano sorpresi. Ed è anche il motivo per cui, se l’impianto è ben dimensionato e usato nel modo giusto, la pompa di calore risulta molto più efficiente rispetto ai sistemi elettrici tradizionali e, alla lunga, decisamente più gentile con la bolletta, soprattutto se parte dell’energia viene autoprodotta o accumulata tramite batterie di accumulo per fotovoltaico.

Il ruolo dello SCOP

Il COP rappresenta un valore istantaneo, valido solo in determinate condizioni. Poiché la temperatura esterna varia continuamente, è più corretto fare riferimento allo SCOP (Seasonal Coefficient of Performance), che calcola l’efficienza media dell’impianto su tutta la stagione di riscaldamento. Lo SCOP fornisce quindi una stima molto più attendibile del consumo pompa di calore su base annuale, ed è un parametro fondamentale anche per valutare quanto convenga integrare sistemi di accumulo come una EcoFlow Batteria domestica .

Etichetta energetica: l’efficienza a colpo d’occhio

L’etichetta energetica europea semplifica il confronto tra i diversi modelli disponibili sul mercato, traducendo i valori di SCOP in classi di efficienza facilmente leggibili. Una classe energetica elevata indica che la pompa di calore riesce a mantenere buone prestazioni anche quando le temperature esterne cambiano in modo significativo. La tabella seguente riassume il rapporto tra classe ed efficienza:

Classe energeticaIntervallo SCOPLivello di efficienza
A+++SCOP ≥ 5,1Eccellente
A++4,6 ≤ SCOP < 5,1Molto alta
A+4,0 ≤ SCOP < 4,6Alta
A3,4 ≤ SCOP < 4,0Standard

Capire questo legame aiuta a riconoscere subito quali impianti sono davvero efficienti. Durante i mesi invernali, quando le temperature esterne scendono intorno agli 0°C, molti sistemi con classe energetica più bassa vedono calare le prestazioni e aumentare i consumi. Soluzioni di fascia alta come EcoFlow PowerHeat, grazie a un’elevata classe di efficienza energetica, riescono a garantire una resa più stabile anche in condizioni climatiche rigide, migliorando la conversione di ogni kWh in calore utile per l’abitazione.

Pompa di calore EcoFlow PowerHeat alimentata da energia solare

Quali fattori influenzano il consumo della pompa di calore?

La bolletta elettrica non è determinata solo dal modello scelto. Esistono diversi fattori esterni e strutturali che incidono in modo significativo sul consumo finale e che spesso vengono sottovalutati.

Zona climatica e durata della stagione di utilizzo

L’Italia è suddivisa in sei zone climatiche, dalla A alla F. Più lunga è la stagione di riscaldamento e più basse sono le temperature medie, maggiore sarà il tempo di funzionamento del compressore. Un’abitazione situata in zona E, come Milano o Torino, registrerà consumi superiori rispetto a una casa in zona C, come Napoli o Bari, semplicemente perché il riscaldamento resta acceso per più mesi.

Isolamento dell’edificio e tipo di terminal

L’isolamento termico è uno degli elementi più importanti nel determinare il consumo pompa di calore. Infissi poco efficienti o pareti non isolate disperdono rapidamente il calore prodotto, costringendo la pompa di calore a lavorare più a lungo. Inoltre, questi impianti funzionano al meglio con sistemi a bassa temperatura, come il riscaldamento a pavimento o radiatori moderni, che permettono una distribuzione uniforme del calore senza richiedere temperature elevate dell’acqua.

Qualità dell’installazione

Anche la tecnologia più avanzata può risultare inefficiente se l’installazione non è eseguita correttamente. Linee frigorifere troppo lunghe, un’unità esterna posizionata in uno spazio chiuso o con scarso ricambio d’aria obbligano il compressore a lavorare di più, aumentando il consumo in modo silenzioso ma costante.

Dimensioni della casa e fabbisogno energetico

La superficie dell’abitazione determina il fabbisogno termico complessivo e, di conseguenza, la potenza necessaria della pompa di calore. La tabella seguente riporta valori indicativi per abitazioni ben isolate, utili per orientarsi nella scelta dell’impianto:

Superficie abitazione (m²)Fabbisogno stagionale (kWh termici) Potenza consigliata (kW)
50 m²2.500 – 3.5003 – 4
100 m²5.000 – 7.0005 – 7
150 m²7.500 – 10.0007 – 10
200 m²10.000 – 14.00010 – 14

Come ridurre il consumo energetico della pompa di calore

Ridurre i costi non richiede sempre interventi strutturali complessi o costosi. Spesso sono sufficienti alcune buone abitudini quotidiane per ottenere risultati concreti già nel breve periodo.

Impostare la temperatura corretta

Ogni grado in più sul termostato può aumentare il consumo dal 6% all’8%. Una temperatura stabile intorno ai 20°C rappresenta un buon compromesso tra comfort e risparmio. Evitare continui sbalzi termici aiuta anche l’impianto a lavorare in modo più regolare ed efficiente.

Evitare accensioni e spegnimenti frequenti

Le pompe di calore danno il meglio quando lavorano in modo continuo. Accenderle e spegnerle spesso, come si farebbe con una caldaia tradizionale, è uno degli errori più comuni. Ogni riavvio richiede uno sforzo extra e alla lunga porta a più consumi, non meno. Mantenere una temperatura stabile è quasi sempre la scelta più efficiente.

Sfruttare le fasce orarie dell’energia elettrica

In Italia le tariffe F1, F2 e F3 rendono l’energia più economica di notte e nei weekend, ma in inverno la pompa di calore deve spesso restare accesa anche nelle ore più costose.&nbsp;Qui nasce il dubbio: abbassare tutto e rischiare una casa fredda o accettare consumi più alti.

Soluzioni come EcoFlow PowerOcean aiutano a superare il problema, permettendo di accumulare energia a basso costo (o dal fotovoltaico) in una batteria domestica e usarla durante il giorno, alimentando la pompa di calore con energia a “tariffa notturna”.

Riscaldare solo gli ambienti utilizzati

Evitare di riscaldare stanze poco utilizzate consente un risparmio immediato. Valvole di zona e termostati intelligenti aiutano a concentrare il calore dove serve davvero, migliorando anche la velocità con cui la casa raggiunge la temperatura desiderata.

Manutenzione regolare dell’impianto

La manutenzione è una di quelle cose a cui si pensa poco, finché la bolletta non inizia a salire senza spiegazioni. Filtri pieni di polvere o scambiatori sporchi non bloccano l’impianto, ma lo fanno lavorare male, aumentando piano piano i consumi dell’impianto. Bastano davvero piccoli gesti: pulire i filtri ogni tanto e fare un controllo annuale con un tecnico per mantenere tutto efficiente ed evitare sprechi inutili.

EcoFlow PowerOcean Batteria Solare per Uso Domestico

Come gli incentivi riducono i costi del consumo della pompa di calore

La buona notizia è che in Italia non bisogna affrontare questo tipo di investimento da soli. Esistono diversi incentivi pensati proprio per rendere il passaggio a soluzioni più efficienti meno pesante sul portafoglio.

Detrazioni fiscali ed Ecobonus

L’Ecobonus permette di recuperare una parte importante della spesa, spesso tra il 50% e il 65%. Non è uno sconto immediato, ma nel tempo si sente eccome, perché aiuta a ridurre il costo reale del riscaldamento anno dopo anno.

Incentivi regionali e offerte dei fornitori

Oltre agli incentivi nazionali, alcune regioni come Lombardia o Veneto offrono contributi extra per chi sostituisce vecchi impianti. Anche alcuni fornitori propongono tariffe dedicate alle pompe di calore. Le condizioni cambiano, ma informarsi può fare una differenza concreta sulla spesa finale.

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Conclusione

Tenere sotto controllo il consumo pompa di calore non significa rinunciare al comfort, ma capire come usare al meglio ciò che hai in casa. Quando l’impianto è ben regolato e mantenuto, l’inverno diventa più semplice: la casa resta calda e la bolletta smette di essere un pensiero fisso. Con qualche buona abitudine e l’aiuto degli incentivi disponibili, è possibile trovare un equilibrio naturale tra benessere, costi e sostenibilità, senza complicarsi la vita.

Domande Frequenti

1. Quanto costa un’ora di riscaldamento con una pompa di calore?

In media, una pompa di calore da 10 kW consuma circa 2–3 kWh all’ora. Con un costo di 0,25 €/kWh, la spesa va da circa 0,50 € a 0,75 €, e tende a scendere una volta raggiunta la temperatura desiderata.

2. Quanti kWh consuma una pompa di calore al giorno?

In una casa di 100 m² ben isolata, il consumo giornaliero in inverno si colloca in genere tra 15 e 30 kWh, a seconda del clima e dell’uso degli ambienti.

3. La pompa di calore funziona sotto zero?

Sì. I modelli moderni, grazie a compressori avanzati e refrigeranti come l’R290, continuano a funzionare anche con temperature sotto lo zero.

4. Quanta energia consuma una pompa di calore in inverno?

Durante l’inverno, una famiglia può consumare indicativamente tra 3.000 e 5.000 kWh. Un buon isolamento e un impianto ben dimensionato fanno una grande differenza.

5. La pompa di calore migliora la classe energetica dell’abitazione?

Sì. Sostituire una caldaia tradizionale con una pompa di calore aiuta a migliorare l’APE e il valore dell’abitazione nel tempo.

Pompa di calore